Mettersi in proprio; sì o no? [parte 1]

Nel mio articolo della scorsa settimana ho dato qualche dritta per chi vuole cambiare lavoro. Il primo passo è sicuramente quello di conoscere te stesso, capire cosa vuoi fare, sapere cosa ti rende felice e come vorresti vivere la tua vita. Bene. Hai fatto un po’ di soul searching e sei riuscito a rispondere a tutte queste domande? E da quel momento i tuoi obiettivi hanno preso forma e non fai altro che pensare che vorresti metterti in proprio? È un’idea meravigliosa. Ma prima di lasciare il tuo attuale lavoro è doveroso fare alcune considerazioni per capire se la vita da freelance o imprenditore fa davvero per te.

Parti dal perché

La prima domanda da farti quando stai valutando l’idea di metterti in proprio è molto semplice e molto breve: perché? Le risposte più gettonate sono la voglia di libertà, l’idea di guadagnare tanti soldi e, magari, il sogno di poter lavorare da casa quando ti pare e come ti pare. Sono motivazioni comprensibili nel breve termine ma non sono sufficienti per sviluppare la tua attività nel lungo termine. Perché serve una spinta molto più forte per iniziare questa nuova avventura, per portarla avanti e per trovare il business giusto per te.

Secondo l’autore Simon Sinek del bestseller start with why serve una motivazione intrinseca molto chiara e forte per avere successo nel proprio business. Perché mettersi in proprio non è semplice né poco impegnativo. Ed è più facile metterci tutte le tue energie quando fai una cosa in cui credi veramente. Per questo motivo è importante che la tua attività ti rispecchi e che possa dare un valore aggiunto agli altri.

Sei disposto a correre qualche rischio?

La gestione del rischio è un aspetto importante della vita di chi si mette in proprio. Perché ci saranno dei momenti in cui le cose non andranno esattamente come avevi pensato. E forse i risultati, anche quelli economici, tarderanno ad arrivare. La busta paga a fine mese non sarà più una certezza e le entrate saranno meno costanti nel tempo. Se solo l’idea ti mette a disagio, non metterti in proprio. Perché, diversamente da un lavoro dipendente, i successi e i fallimenti dipendono soltanto da te. È una sensazione bellissima, se non hai paura di assumerti i rischi e le responsabilità.

Fai piccoli passi

Molte persone credono che per mettersi in proprio bisogna lavorare 24 ore su 24. Questo è parzialmente vero. Se la tua idea di business ti entusiasma e hai voglia di metterla in pratica ci penserai ogni momento della giornata. Sarai tentato di buttarti a capofitto, di lasciare il tuo attuale lavoro e di passare più tempo possibile nella tua start-up. Ma non è la somma delle ore dedicate al progetto che ti farà fare la svolta. In realtà è molto più importante essere costante nel tempo e fare dei piccoli passi, uno alla volta. Se inizi oggi con una piccola attività al giorno tra un mese avrai già dei risultati tangibili. Immagina tra sei mesi o un anno. Bastano anche 15 minuti al giorno per iniziare a scrivere il tuo business plan o per raccontare la tua idea sui social media. L’importante è iniziare.

Usa il tuo diario

Ecco, parliamo di idee e di come svilupparle. Uno strumento importante per un aspirante imprenditore è una cosa poco futuristica ma molto funzionale: il diario. Anch’io ero una persona che scriveva raramente e quasi mai con carta e penna, figuriamoci di tenere un diario. Non lo facevo da bambina e non ne vedevo l’utilità da adulta. Quando ho iniziato a pensare di mettermi in proprio ho preso un piccolo taccuino e ho iniziato a segnarmi idee, frasi, libri, progetti. E più scrivevo più mi accorgevo di scrivere delle cose che non sapevo neanche di pensare. Ed ho capito che il diario serve proprio a quello. Scaricare il tuo flusso di pensieri e aiutarti a ricordare le idee che ti vengono in mente. Chissà se tra queste ci sarà quella vincente?

Lasciati ispirare

Per quanto la tua idea di business possa essere nuova e rivoluzionaria, è sempre utile prendere spunto da chi sta già lavorando come freelance o imprenditore. Vai a vedere, per esempio, come si rivolge al suo pubblico, che servizi o prodotti propone, cosa ti piace della sua offerta e cosa no? Fai domande e chiedi delle esperienze di chi si è già messo in proprio, anche in un settore completamente diverso. Sono tutte informazioni che ti aiutano a capire come impostare il tuo business e, soprattutto, com’è realmente il lavoro di un freelance o un imprenditore. È quello che stai sognando per te?

Non perderti il mio prossimo post, in cui parlerò della fasi successive di pianificazione!

Facebook
Twitter
LinkedIn

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Categorie

Eventi

Newsletter

Vuoi ricevere periodicamente la mia newsletter contenente articoli del blog, esercizi e spunti interessante?