Il riordino che fa bene alla mente

Da sempre sono una persona abbastanza ordinata. Mi piace prendermi cura del mio ambiente, metterlo in ordine e sistemare oggetti vari. Ma da quando ho cominciato a fare coaching, prima su me stessa e poi sugli altri, mi sono appassionata al decluttering, e in maniera abbastanza maniacale. Decluttering è il termine inglese per il riordino degli spazi eliminando tutti gli oggetti superflui. Ho scoperto che liberarsi dalle cose vecchie è molto più di una semplice pulizia di primavera. E ho iniziato a guardare la mia casa e i miei averi con altri occhi.

Il trasloco

Hai mai affrontato un trasloco da una stanza all’altra o da una casa all’altra? Io ne avrò fatti almeno 10 nell’ultimo decennio, in Olanda e in Italia, e anche se ci ho preso la mano non è mai una cosa semplice. Mio marito mi racconta sempre che una delle peggiori maledizioni che usano nel suo paese è “ti auguro un trasloco!”. La difficoltà di un trasloco non è solo logistica ma soprattutto emotiva: cosa facciamo con tutti questi oggetti accumulati negli anni? Tenere o buttare? Spesso questi momenti sono carichi di emozioni perché gli oggetti ci ricordano cose del nostro passato, dei nostri affetti e della persona che eravamo una volta. Infatti, gli oggetti ci comunicano tante cose. A volte sensazioni positive, a volte negative, a volte ci lasciano proprio indifferenti.

Queste sensazioni ci vengono trasmesse ogni giorno, in modo consapevole o inconsapevole, dall’ambiente in cui viviamo. Soprattutto a casa, ma anche in ufficio o in macchina. Se vogliamo vivere una vita più serena è quindi importante dare spazio alle cose che ci fanno sentire bene e eliminare tutto ciò che è superfluo o che ci fa stare male. Questa è la vera essenza del decluttering, come proposta dal famoso libro sul riordino di Marie Kondo, organizzatrice giapponese che ha sviluppato un metodo di selezione degli oggetti in base all’energie positiva o negativa che ci trasmettono.

Faccio spazio al nuovo!

E così ho deciso qualche mese fa di riordinare alcuni cassetti pieni di cianfrusaglie, penne, carte e cose legate al mio vecchio lavoro in azienda. Ho preso in mano ogni oggetto, mi sono focalizzata sulla sensazione che mi trasmetteva e mi sono chiesta “è utile, mi piace e mi fa stare bene?”. Se la risposta era sì, lo tenevo. Se la risposta era no, non mi serve più e mi appesantisce, lo buttavo. E così ho riempito almeno tre sacchetti dell’immondizia. Quando la mattina seguente ho sentito passare il camion della spazzatura che caricava tutti quei sacchetti mi sono sentita sollevata da un peso che non credevo neanche di sentirmi addosso. La morale della favola? La pulizia fisica degli spazi intorno a me aveva portato anche a una pulizia mentale che mi serviva tanto. Ho buttato via il vecchio per fare spazio al nuovo.

Alcune settimane fa è toccato al mio armadio. Ho buttato tutti i vestiti comprati nei saldi ma mai indossati anche se “forse un giorno li metterò”, ho fatto piazza pulita di tutte le scarpe con i tacchi alti che non metto volentieri perché sono scomode. E anche se in termini materiali sono più povera adesso, mi sento molto più ricca. Finalmente sono io a decidere cosa mi piace e cosa no, cosa tenere e cosa no. Faccio delle scelte consapevoli e questo nuovo superpotere mi piace parecchio. Semplicemente ho capito che bisogna fidarsi della propria pancia, anche quando si ordinano vestiti, gioielli, libri o oggetti.

Vorresti fare un po’ di decluttering ma non sai da dove iniziare? Prova a fare i seguenti esercizi:

  1. Scegli una categoria di oggetti che vorresti riordinare, per esempio i prodotti da bagno, i libri, le scarpe o gli utensili da cucina. Anche l’abbigliamento va suddiviso in categorie: pantaloni, gonne, magliette ecc. Raccogli tutti gli oggetti appartenenti a questa categoria (in tutta la casa se sono sparpagliati) e focalizzati solo su di loro, finché non li hai visti tutti. Butta subito le cose che sono scadute, che non ti servono più o che non sono della tua taglia.
  2. Prendi in mano ogni oggetto rimanente e valutalo attentamente; che sensazione ti trasmette? Se è positiva, va tenuto. Se è negativo o indifferente, va buttato. I casi “nì” sono da considerare come un no; ricordati che lo scopo è quello di circondarti solo di cose che ti fanno sentire bene. Tutto ciò che ti lascia il dubbio probabilmente non è sufficientemente bello o importante per te.
  3. Valuta se gli oggetti da buttare potrebbero avere una seconda vita: conosci qualcuno che potrebbe farne buon uso? Regalali! Questo gesto ti renderà felice e la generosità è contagiosa.
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