Un “no” al giorno toglie il medico di torno

In questo periodo dell’anno siamo tutti più impegnati del solito. Stanno arrivando le feste natalizie, l’anno sta per finire e l’aria è fredda ma le nostre vite sono piene di impegni. Chi lavora in azienda è alle prese con la chiusura (anche economica) del 2018 e chi lavora in proprio sta facendo i piani per il 2019. Già da inizio mese piovono inviti per pranzi, cene e aperitivi con i colleghi di lavoro, gli amici e i parenti. Per non parlare di tutti i vari preparativi; la caccia ai regali, ai panettoni e alla spesa per ospiti sempre più numerosi.

Insomma, il mese di dicembre è bello carico. E si rischia di arrivare a Natale stanchi, saturi e con la sensazione di aver dedicato del tempo a tutti tranne che a noi stessi.

Grinch o Babbo Natale?

Devo ammette che ci sono cascata anch’io. Avevo previsto di fare un sacco di cose queste settimane, soprattutto cose che servivano a me stessa. E invece sono arrivata al venerdì sera stanca e infastidita perché ho fatto tante cose, ma niente di tutto ciò che avrei voluto fare. Ho fatto dei lavori imprevisti che hanno impiegato molto più tempo del dovuto e non sono riuscita a fare le cose prioritarie per l’avvio della mia attività. Negli ultimi giorni il mio umore oscilla tra stressato, irritato e sopraffatto e mi sento più Grinch che Babbo Natale.

Di chi è la colpa? Sarebbe più facile dare la colpa a qualcuno ma in realtà l’errore è tutto mio. Cosa che non ha fatto altro che aumentare la mia incazzatura. Perché la soluzione ai miei problemi era molto semplice: dire di no. Accettare meno proposte, rifiutare scadenze troppo vicine e fissare meno appuntamenti. Sembra semplice, vero?

Dire di no

Purtroppo per me i “no” sono ancora molto difficili da pronunciare. Un po’ perché ho paura di perdermi delle incredibili offerte e anche perché vorrei guadagnare più soldi, subito. Oppure perché mi sento in colpa verso le altre persone. Semplicemente, il “no” spesso mi mette a disagio. Il risultato è che ho accettato troppi lavori e troppi impegni, finché non sono scoppiata.

Questa situazione mi ha insegnato una lezione preziosa: a volte un “no” schietto fa meno danni di un “sì” forzato, nella vita lavorativa ma anche nella vita sociale. La paura del rifiuto (e del disagio) va affrontata e gestita, non posso continuare a fuggirne dicendo sempre di “sì”.

Il rispetto dei limiti

I limiti personali sono molto soggettivi e non sempre le altre persone intuiscono dove sono i tuoi paletti. Se non li comunichi e non li fai rispettare, come fanno a non oltrepassarli? Per questo motivo è importante essere assertivo, in modo da poter vivere in linea con i tuoi bisogni senza sensi di colpa. Non è necessario assecondare gli altri in ogni situazione. Anzi, un rifiuto sincero e motivato non è quasi mai la fine del mondo. Ci hai mai pensato che spesso e volentieri accetti dei “no” dei tuoi colleghi, del tuo partner o degli amici senza rimanerci male. Perché non dovrebbe essere così anche per te?

Ti sembra ancora un’impresa ardua? Prova a fare i seguenti esercizi (anch’io li farò, promesso!):

1. Per rifiutare, dai una risposta semplice e diretta che non lascia spazio ad interpretazioni. Motiva la tua risposta senza ricorrere a giustificazioni. Per esempio: “ti ringrazio per l’invito a cena ma ho già un altro impegno”.

2. Preparati delle frasi educate per dire di no e provale a voce alta finché non ti vengono naturale. Per esempio “mi dispiace ma non posso aiutarti”. Fai attenzione al tuo tono di voce e al tuo linguaggio non verbale: stai comunicando lo stesso messaggio?

3. Comincia a dire di no alle cose più semplici; alla barretta di cioccolata dopo cena, alle ore passate su FB, all’ennesima puntata della tua serie preferita su Netflix. Oppure alla cena classe ’85 che ti annoia a morte o all’aperitivo con l’amico di un amico che non ti interessa. Con questi “no” ti allenerai ad essere più assertivo anche nelle situazioni più difficili. Prova a dire almeno un “no” al giorno.

4. Se sei preoccupato delle conseguenze del tuo “no” è utile provare ad immaginarti tutte le possibili reazioni che potrebbe scatenare. Fai una lista (anche fantasticando sulle scene più assurde) e scrivi come risponderesti ad ognuna di queste reazioni. Adesso fanno meno paura?

Decluttering

Se non ti senti ancora pronto ad affrontare questo tema con le persone ti consiglio di iniziare con i “no” agli oggetti. Come? Facendo decluttering, il metodo che ho descritto nel mio articolo precedente per ordinare la casa e buttare via gli oggetti superflui. La capacità di dire di no dipende dal nostro carattere e dalla nostra educazione ma è certamente un aspetto che possiamo allenare e migliorare, proprio come i nostri muscoli. Confesso che il mio muscolo “no” è un po’ fuori forma, ti va di allenarlo insieme a me?

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