La mia parola del 2019

In questo periodo di fine anno mi è capitato di fare gli auguri per le feste e di sentirmi rispondere “Tanti auguri anche a te. Che parola hai scelto per il 2019?”. Questa domanda mi ha spiazzato un po’. Non ho mai scelto una frase o un mantra dell’anno, figuriamoci una sola parola. L’anno scorso ci ho provato ma nessuna parola mi convinceva abbastanza perché il 2017 era un anno da dimenticare e avevo delle idee molto confuse su ciò che mi avrebbe portato l’anno nuovo. A posteriori direi che la parola “crescita” sarebbe stata quella giusta. A fine 2018 mi sono impegnata di più e l’ho trovata.

Fare bilanci

Non sono una persona che fa i bilanci di fine anno o che fissa degli obiettivi per l’anno nuovo. Sono una persona piuttosto pragmatica, come tutta la mia famiglia che mi ha insegnato che “se una cosa la vuoi fare la fai e basta”. Ho sempre pensato che i buoni propositi di inizio anno fossero abbastanza sciocchi perché fanno figo a capodanno ma li abbandoniamo entro l’Epifania. Soprattutto quando si tratta di voler eliminare dei vizi come il fumo o la volontà di rimettersi in forma. Parliamoci chiaro, quelle cose non funzionano perché non siamo abbastanza motivati per raggiungere l’obiettivo. E quindi non mi sono mai impegnata più di tanto a visualizzare i miei obiettivi e desideri per i prossimi 12 mesi.

Cosa mi porterà il 2019?

Quest’anno invece voglio cambiare strategia e prendere la fine dell’anno come un momento di riflessione e di focalizzazione su ciò che vorrei far accadere nel 2019. Non sogno una bacchetta magica o una sfera di cristallo che esaudisca tutti i miei desideri ma cerco di immaginare la mia vita da ora a un anno. Cosa sarà cambiato? Spesso ciò che mi immagino non sono cose materiali ma sensazioni e emozioni e quindi mi chiedo: come vorrei sentirmi tra un anno? Cosa posso fare per sentirmi così?

Immaginare i propri desideri

Questo approccio è ispirato al libro The Desire Map di Danielle LaPorte, nato proprio durante le riflessioni che la scrittrice faceva a fine anno mentre scriveva la sua lista con i buoni propositi. Vista l’inadeguatezza delle classiche liste, ci invita invece a fare chiarezza su come ci vogliamo sentire prima di fare i nostri elenchi con cose da fare e obiettivi da raggiungere. Ho provato a farlo e per la prima volta non ho avuto grande difficoltà a immaginare il mio futuro e i miei desideri. Anzi, credo di avere un’idea piuttosto chiara su ciò che vorrei fare il prossimo anno, sia dal punto di vista lavorativa che per quanto riguarda la vita privata. Così ho deciso che la mia parola per il 2019 sarà REALIZZAZIONE.

Realizzazione significa per me la concretizzazione dei miei piani professionali e personali e, perché no, anche di qualche sogno rimasto nel cassetto. Vorrei realizzare alcune cose che sono state rimandate per cause esterne o per scelte mie. Una di queste è l’avvio della mia attività come coach e la creazione di un modello di business sostenibile in cui posso esprimere tutta la mia passione e il mio potenziale. Poi, vorrei finalmente poter mettere le radici nel posto dove ci trasferiremo, comprare casa e fare un bel viaggio. Insomma, vorrei prendere la mia fetta della torta! E ce la metterò tutta per raggiungere questi obiettivi.

E tu, cosa sogni per il 2019? Come vorresti sentirti? Prova a rifletterci e trova la tua parola per il 2019!