Come ristrutturare casa e essere felice sul lavoro

Durante questo periodo di feste mi sono goduta un po’ di sano relax ma, tra i vari pranzi e cene, mi sono anche dedicata alla ristrutturazione della casa che utilizzeremo come appoggio nel paese d’origine di mio marito. La villetta in questione è piccola ed accogliente e viene amorevolmente chiamata “casetta”. La casa appartiene alla sua famiglia da tanti anni ed è stato un rifugio sicuro per molti parenti che ci hanno soggiornato per periodi più o meno lunghi. Adesso tocca a noi chiamarla “casa fuori casa” e siamo molto grati e contenti di avere un posto tutto nostro anche in Abruzzo.

Ristrutturare

Ovviamente non vediamo l’ora di personalizzare questo posticino e di renderlo adatto alle nostre esigenze e ai nostri gusti. La casa è molto curata ma gli anni ’70 sono ancora ben visibili e così abbiamo deciso di fare una bella ristrutturazione per portarla ai tempi moderni. Dopo aver valutato tutte le opzioni siamo giunti alla conclusione che la prima cosa da fare era rompere un muro in modo da creare più spazio e far entrare più luce. Ci siamo attrezzati con martelli e carriola e via con il lavoro! Mentre osservavo la demolizione mi è venuto un pensiero: ristrutturare casa è come ristrutturare il tuo lavoro. Cambia la forma ma non la sostanza.

Cambiare lavoro

Nel lavoro, come a casa, può arrivare il momento in cui ti accorgi di non sentirti più a tuo agio. Il tuo ruolo o il tuo spazio ti sta stretto. La luce non riesce più ad entrare nella testa o nelle camere. Non ti identifichi più con i colleghi o gli oggetti chi ti circondano. Questo malessere mette in moto una serie di riflessioni: cosa vuoi fare? cosa vuoi tenere? cosa vuoi cambiare? Spesso non è tutto da buttare, ci sono molti aspetti positivi che vanno salvati, altri invece che non servono più e vanno rimpiazzati.

Si parte sempre dalle fondamenta che devono essere ben salde e dalle pareti che devono essere in grado in portare tutta la struttura. Nel lavoro le fondamenta sono la conoscenza di sé. Sapere chi sei, conoscere i tuoi punti di forza e di debolezza e sapere cosa vuoi dalla vita sono criteri fondamentali per poter scegliere il lavoro più adatto a te. Non solo quando sei un neolaureato alla ricerca del primo lavoro ma anche quando stai rivalutando la tua carriera dopo anni di lavoro.

Spesso tendiamo ad identificarci fin troppo con gli studi che abbiamo fatto o con il ruolo professionale che abbiamo svolto: “sono un ingegnere, sono un avvocato”, senza dare spazio a quelle che sono le nostre inclinazioni e i nostri interessi. E quando capiamo che quel lavoro che non ci piace più ci sentiamo molto spaesati, come se ci mancassero le fondamenta. Per questo motivo è importante fare regolarmente dei check-up strutturali e curare le nostre basi, soprattutto quelle personali.

Guardare gli spazi

Una volta sistemate le fondamenta è ora di guardare la divisione degli spazi. Quanto tempo ed energia vuoi dedicare al lavoro, alla famiglia, agli hobby e allo sviluppo personale? Se per anni hai trattato il tuo tempo libero come se fosse uno scantinato disordinato forse è ora di far entrare un po’ di luce e di renderlo un ambiente funzionale e piacevole. Se i momenti passati con la famiglia sono rappresentati da una cucina vecchia e trasandata potrebbe essere una buona idea fare delle pulizie e arredarla nuovamente. Magari alcuni spazi vanno bene, altri no. Quale spazio rispecchia di più il tuo lavoro? Usa la tua immaginazione e prova a visualizzarlo, come ti fa sentire? Cosa vorresti cambiare?

Mentre andavo avanti e indietro con la carriola ho provato a fare questo esercizio e ho capito che il mio lavoro è come una veranda con un bel giardino. Un posto che collega dentro con fuori. Un ambiente pieno di suoni, profumi e forme diverse dove posso respirare a pieni polmoni. Voglio curare il mio giardino, annaffiare le piante, far crescere gli alberi, cogliere qualche frutto e portare i fiori appena sbocciati dentro casa. Inizio il nuovo anno con questo obiettivo. E tu, come ti immagini il tuo lavoro?

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