Caramelle e comfort zone

Quando ho iniziato il mio primo percorso di coaching mi hanno parlato della “comfort zone”, ovvero la zona di comfort della tua vita in cui ti senti tranquillo e a tuo agio. Non si tratta di un bel divano o una calda coperta d’inverno ma delle situazioni, o meglio, delle abitudini che sono diventate così scontate che non ci pensi neanche più e che scandiscono le tue giornate in modo ritmico e prevedibile. Gli esseri umani preferiscono di gran lunga la routine alla sorpresa ed è per questo che tendiamo a rifugiarci in situazioni “comode” che forse alla lunga non sono poi così confortevoli.

La rana bollita

Hai mai sentito parlare della rana nella pentola? Immaginati una pentola piena d’acqua fredda con dentro una rana. Quando accendi il fuoco sotto la pentola, la rana continua a nuotare nell’acqua che comincia ad essere piacevolmente tiepida. Nel momento in cui l’acqua diventa troppo calda, la rana è già talmente stordita che neanche in quel momento decide di saltare fuori, fino a rimanerci per sempre. La rana è diventata vittima della propria zona di comfort.

Confortevole o no?

Questo esempio un po’ drammatico serve per illustrare una cosa importante: spesso le cose più semplici e più comode invece di facilitarti la vita te la complicano perché non ti permettono di imparare cose nuove, di affrontare delle sfide e di gestire i cambiamenti che, prima o poi, si presenteranno sulla tua strada. La zona di comfort va quindi abbandonata ogni tanto, anche se la sola idea ti metterà un po’ a disagio. Anch’io mi devo spingere a farlo, sentirmi vulnerabile non mi è mai piaciuto molto, ma a pensarci bene è una cosa che faccio regolarmente sin da piccola.

Quando le balene blu ti mettono alla prova

Quando ero una bambina di circa 8 anni ero piuttosto insicura e molto timida. Già da piccolissima facevo fatica ad interagire con adulti sconosciuti e mi vergognavo a parlare con chiunque. Un bel giorno sono andata al mare con la mia famiglia e, appena arrivati allo stabilimento balneare, ho visto delle caramelle coloratissime, delle balene blu, che volevo mangiare a tutti i costi. Quando ho chiesto ai miei genitori se potevo avere quelle caramelle loro mi risposero “Sì, ecco i soldi, vai lì e chiedi al commesso. Questa volta non lo faremo per te, ti accompagniamo ma devi parlare da sola”.

In quel momento ho sentito la terra mancare sotto i miei piedi. Dovevo andare a parlare con il signore? No way, piuttosto non mangio le caramelle! Nonostante gli incoraggiamenti dei miei genitori non ho trovato il coraggio di andarci. Mi sono sentita terrorizzata e stupida perché non riuscivo a convincermi a superare quella barriera. Inutile dire che le caramelle sono diventate il mio incubo. Dopo aver rimuginato a lungo sulla mia decisione ho capito che per crescere dovevo necessariamente affrontare le mie paure e lasciare la mia zona di comfort. Ci ho messo molto tempo per scrollarmi di dosso la timidezza ma un passo alla volta l’ho sconfitta. E le caramelle? Ho iniziato a comprarle da sola e sai una cosa? Sono ancora più buone!

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