Introverso, non sei solo!

Alcuni mesi fa ho scritto l’articolo “caramelle e comfort zone” in cui ho raccontato delle mie difficoltà da bambina a superare la mia timidezza e come ho dovuto sfidare i confini della mia zona di comfort. Avrei un sacco di episodi simili da raccontare ma oggi vorrei soffermarmi su un’altra mia caratteristica con cui ho dovuto fare i conti, sia da piccola che da grande; l’introversione.

Nelle ultime settimane mi sono interrogata molto su cosa significa essere introversi e come questa qualità ha influenzato la mia vita e quella degli altri. Alcuni miei coachee hanno scoperto durante il percorso di coaching di essere introversi ed è come se si fosse accesa una lampadina che ha fatto luce su tanti pensieri e sentimenti. Se anche tu sospetti di essere un introverso ti consiglio di fare il test di Eysenck (per esempio a questo link) che con un questionario stabilisce il grado di introversione e estroversione.

Sono un’introversa

Come avrai capito dai miei articoli precedenti sono sempre stata una bambina tranquilla, timida e piuttosto introversa. Mi piaceva stare da sola, leggere tanto, non avevo necessariamente bisogno di stare in compagnia (anzi, la timidezza non mi aiutava in questo) e spesso mi sentivo un po’ fuori posto tra le altre persone. Intuivo di non essere come gli altri ma non riuscivo a capire quale fosse il problema e perché facevo così tanta fatica a fare parte del gruppo. Non fraintendermi, avevo degli amici, facevo tante attività con altri bambini ed ero apprezzata da molti, ma dentro di me non mi sentivo mai abbastanza socievole o simpatica, che fatica! Si potrebbe dire che mi sentivo addirittura disadattata. È successo anche a te?

I lati oscuri dell’essere introverso

Crescendo ho imparato a tenere a bada questo mio lato che consideravo “oscuro”. Non mi piaceva l’idea di essere solitaria e desideravo essere espansiva come gli altri. Ai miei occhi il mondo era fatto di estroversi, persone spontanee, calorose che avevano un sacco di amicizie. Infatti, la nostra società tende ad avere un giudizio più positivo delle persone estroverse in quanto più comunicative e socievoli. Ma sai una cosa? Essere introverso non è poi così straordinario, si stima che il 30-40% delle persone sia introverso, quindi siamo in tantissimi! Perché allora farsene una colpa? Invece di sentirci inadeguati dovremmo semplicemente sfruttare al meglio le nostre caratteristiche, piuttosto che combatterle. Il TedX di Susan Cain, visualizzato più di 21 milioni di volte, parla proprio di questo e l’ho trovato davvero utile e illuminante.

Da quando ho iniziato a fare pace con il mio essere introversa la vita è decisamente più piacevole ed è davvero liberatorio dirsi “chissenefrega” un po’ più spesso. In fondo è molto più faticoso cercare di indossare un abito che non è della nostra taglia piuttosto che mettere l’abito giusto per noi, in ogni occasione. Perché gli introversi sono semplicemente diversi dagli estroversi, non meglio o peggio, e sicuramente non meno apprezzabili.

Come affrontare le attività che non ti piacciono

Ora, perché dovrebbe interessarti tutto questo? Perché se ti comporti in modo autentico, rispettando il tuo carattere e i tuoi punti di forza e di debolezza, non faresti molta meno fatica? Mi sono fatta questa domanda tante volte durante la preparazione del mio workshop sul networking, un’attività notoriamente poco amata dagli introversi perché richiede una buona dose di socievolezza e interazione. Infatti, molte persone evitano il networking come la peste perché dover parlare con degli sconosciuti in situazioni forzatamente sociali crea molta ansia e stress, come per esempio anche parlare in pubblico.

Visto che evitare non è la soluzione al problema (anche se vorresti che fosse così facile), bisogna trovare una strategia vincente che ti faccia fare networking a modo tuo, senza sentirti in imbarazzo. Per esempio focalizzandoti su poche persone che ti fanno sentire a tuo agio. Oppure prepararti una piccola presentazione, anche solo verbale, in cui racconti chi sei e di cosa ti occupi in modo da non dover improvvisare nulla. O, infine, alcune domande da fare al tuo interlocutore per iniziare la conversazione in modo carino e costruttivo. Vedrai che il networking non ti metterà più nessuna paura!

Hai voglia di approfondire questo argomento e di conoscere altri segreti del networking? Partecipa al mio workshop. Se ti interessano questi argomenti e vorresti ricevere una volta al mese degli articoli e spunti interessanti iscriviti alla mia newsletter, sarò felice di averti tra i miei lettori!

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Una risposta a “Introverso, non sei solo!”

  1. Ho fatto il test di Eysenck , mi sono molto riconosciuta al risultato dello stesso: risultò essere estroversa, ma ha rivelato anche un lato che ben nascondo per vincere una sorta di imperfezione che avverto in me stessa. Il risultato? Che forse agli occhi degli altri non nascondo bene e farei bene a fare di questa imperfezione una virtù. Sono stata convinta a svolgere il test dalla Sua sincerità, naturalezza, competenza, mi sono sentita a mio agio, ed ho compreso qualcosa in più di me.

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